h1

La compensazione degli effetti.

15 settembre 2009

I picchi positivi sono proporzionali a quelli negativi. Punto.

Questo è il mio modo di vedere le sensazioni di un rapporto sentimentale, riassunto in una frase.
Oggi discutevo con un amico di quante poche persone oggi giorno siano disposte a prendersi dei rischi concreti su loro stessi e i loro sentimenti. Per certi versi questo discorso si può ben riallacciare ad alcuni vecchi articoli che ho pubblicato su questo stesso blog.

Il discorso è nato dal fatto che molte persone hanno paura, paura di soffrire, paura di star male e per questo spesso mandano all’aria rapporti importanti nonostante la consapevolezza dell’eccezionalità della persona che andranno a perdere.
Non ci si rende più conto che questo star male è in realtà figlio di di un grande sentimento e un grande sentimento comporta anche grandi sofferenze.

Chiariamoci, per “star male” non mi riferisco di certo a cose tipo tradimenti, pugnalate alle spalle o carognate di vario tipo che è sacrosanto portino alla fine di una storia. Mi riferisco allo “star male” tipico di ogni relazione nei suoi alti e bassi.
Alti e bassi che TUTTI siamo tenuti a sopportare per amore. Più il sentimento è profondo maggiori saranno gli “alti” ma allo stesso tempo più profondi saranno anche i “bassi” proporzionalmente con i primi.

Un sentimento importante è un fardello atipico: ti da tanta gioia e allo stesso tempo tanta sofferenza in misura proporzionale.
Le cose si differenziano per il fatto che solitamente la gioia è spalmata nei giorni, mentre la sofferenza è solitamente concentrata in dei momenti ben precisi, per cui viene spesso naturale notare e dar più peso alla seconda piuttosto che alla prima.
Siamo talmente anestetizzati da una società che spinge tutto e tutti ad una irraggiungibile perfezione e felicità stile “famiglia del mulino bianco” che finiamo per considerare inaccettabili eventuali situazioni negative, mentre diamo per scontate quelle positive, il tutto inconsciamente. Questo porta spesso a mandare all’aria storie potenzialmente grandiose. Ragazzi…qui la gente sta perdendo di vista cosa significhi e cosa comporti “amare”.

Posso capire una persona che per scelta decida di non avere relazioni serie o legami troppo stretti. Avrà i suoi motivi. Ma se s’inizia una relazione seria, è inaccettabile farla finire perché si ha paura di soffrire.

Una volta chi si sposava si sentiva dire qualcosa del tipo “in salute e in malattia, nella buona e nella cattiva sorte….” le cose venivano messe tutte sullo stesso piano perchè SONO sullo stesso piano e proporzionali le une alle altre.

C’è chi dice “se ti lascia vuol dire che non era veramente innamorato/a”. Certo, ci sono anche questi casi e di solito li riconosci lontano un miglio. Quello che sostengo però è che stanno aumentando a dismisura i casi di persone che non sono (o non si ritengono) in grado di affrontare le difficoltà derivanti da un sentimento veramente importante, quando ne incontrano uno. Allora si lascia, si accartoccia tutto e ce lo si butta alle spalle, ma queste persone manterranno sempre dentro di loro grandi rimorsi a meno che non tirino fuori le palle per fare dietro front cercando di recuperare quanto gettato, sinonimo a mio parere di grande maturità e coraggio.

Mi viene in mente una citazione da Spiderman: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”.
Stesso concetto.

E’ come una sinusiode. Il punto non è: “In un rapporto sereno e che funziona non ci dovrebbero essere punti di sofferenza.”, perché ci saranno, sempre (un lutto, una malattia, un figlio problematico, problemi lavorativi e relativo stress, ecc.). La questione è: siete in grado di sostenerli?

La risposta è no? Bene, allora cercate pure un rapporto che vi carichi di meno, ma sarà inferiore anche il carico positivo in quanto ci sarà meno coinvolgimento dato dalla consapevolezza che cercherete di farvi toccare il meno possibile a fondo per evitare determinate sofferenze.

Per amore si soffre, non c’è niente da fare e più grande sarà l’amore, più si soffrirà nei momenti bui e difficili. Va accettato, senza se e senza ma, altrimenti sarete costretti ad accontentarvi.

Io?
Io non mi voglio accontentare. Mai. Ne della mia compagna, ne di me stesso.

Ma si sa, in amore vince sempre chi fugge.

2 commenti

  1. Penso che per chi ama veramente, ogni fardello sia leggero.:-)


  2. Non sto parlando di questo, lo sai :-)



Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.