
I giorni del mio riscatto.
6 agosto 2009Per quasi 15 anni mi portavo quel peso sulle spalle. Mi logorava da dentro come un cancro dell’io. Ad alcuni potrò sembrare esagerato ma tutti abbiamo alcune piccole o grandi cose, fatti, eventi, rimpianti che ci condizionano, magari anche solo inconsciamente, senza che ce ne rendiamo conto.
Ero ragazzo, stupido, impulsivo ed immaturo. Forse c’è anche qualche motivazione psicologica più profonda dovuta a determinati fatti familiari, non so. Ad ogni modo la mia vita scolastica è stata fallimentare durante l’adolescenza. Solo un’anno sono riuscito a fare un exploit incredibile con voti alti risultando il migliore della classe, tutto il resto è buio pesto.
Nove anni all’ITI senza nemmeno riuscire a prendere il diploma, mi sono fermato in quarta. Nove, si avete letto bene e non mi vergogno a scriverlo pubblicamente. Forse ho anche sbagliato indirizzo, elettronica non faceva per me e forse nemmeno l’ITI (potessi tornare indietro sceglierei un’istituto d’arte senza pensarci due volte), fatto sta che che c’era qualcosa che non andava in me.
I miei genitori non mi punivano per i miei fallimenti, ne mi difendevano, ma leggevo la delusione nei loro occhi ogni volta che li guardavo.
Queste situazioni, di cui io stesso ero l’artefice al 99% hanno condizionato poi tutta la mia vita in maniera più o meno evidente.
Stupido non sono mai stato ma l’ambiente scolastico era forse quello in cui sfogavo frustrazioni esterne di cui non mi sono mai reso conto veramente. A casa ero una peste, cercavo sempre lo scontro, forse proprio per cercare di cancellare quello sguardo dei miei, preferivo forse una punizione, tipo niente motorino per una settimana o niente uscite con gli amici per un mese quando facevo una cazzata.
Passarono gli anni, per arrivare a 3 anni fa, quando spinto dalla mia ragazza m’iscrissi ai corsi pubblici serali (progetto sirio, per chi lo conosce). Purtroppo potevo scegliere solo tra geometri e ragioneria, ed optai per la seconda. Altri istituti non facevano i serali. Non mi sono mai potuto permettere economicamente il recupero anni scolastici in scuole private e questi corsi della scuola pubblica erano l’ideale.
Mi sono sciroppato 3 anni in cui lavorando fulltime, la sera dalle 19.30 alle 23.30, dal lunedi al venerdi andavo a lezione.
Tre anni in cui inevitabilmente la mia vita sociale e le mie attività sportive sono state inevitabilmente compromesse e solo chi ha frequentato questi corsi può capire quanto stress o anche solo stanchezza mentale portino nella vita di una persona (come se oggi giorno non ne avessimo già abbastanza). Vivi sempre di corsa, con l’assillo della lezione a cui non puoi mancare, o del compito in classe per cui non hai avuto il tempo di studiare. Anni in cui anche la vita familiare si fa più tesa e sulla lama di un rasoio. Ti sembra di non riuscire mai a fermarti, a far nulla. Eravamo in due a frequentare assieme ed entrambi sempre stracotti. Si passavano i fine settimana spesso a dormire e fare le faccende di casa.
Ma alla fine dei tre anni, quando arriva il momento dell’esame, insieme a ragazzi che hanno 15 anni in meno di te…tutto si contrae. Tutta la tua vita degli ultimi 3 anni si condensa in quelle tre settimane d’esame. Sai che è li che avrai il riscatto verso te stesso.
Allora ti agiti, ma non per lo stress da esame (almeno non nel mio caso, anche se inizialmente pensavo fosse quello), ma proprio per ciò che quell’esame rappresenta. Sei da solo con te stesso per dimostrare al tuo mondo che non sei un coglione.
Alla fine ce l’ho fatta, ho portato a casa un 84/100 sudatissimo. Avrei potuto fare meglio ma con l’annata che ho passato quest’anno è stato un ottimo risultato. Ci sono arrivato da solo, con le mie forze, senza compagni, senza aiuti, senza bigliettini nascosti, senza niente. Ho tenuto duro fino alla fine, perché non è mia abitudine mollare mai nulla in cui credo. Qualche volta sono stato tentato di mandare tutto a quel paese e smisi anche di frequentare per un paio di volte, ma dentro di me sapevo che non era quella la soluzione. Quel pezzo di carta non valeva solo un titolo di studio ma rappresentava molto di più.
Ed eccoli i giorni del mio riscatto, quei giorni d’esame in cui è cambiato il modo in cui vedo me stesso e in cui sento che il mondo mi guarda.
è stata una grande vittoria, sudatissima per molteplici motivi, affrontare un percorso cosi impegnativo aggiunto al lavoro e ad una casa da mandare avanti è gran cosa e devi essere solo orgoglioso di te stesso (sò che lo sei), noi, i tuoi amici lo siamo xkè abbiamo visto e vissuto di riflesso il tuo impervio cammino…beh…
Bravo!